Metodo Logodinamico

Introduzione :

La balbuzie è un problema complesso che va trattato con molta cautela e con tecniche specifiche.

La balbuzie è un problema molto serio e complesso, esistono 5 forme di balbuzie, e  per ogni forma esistono diversi sottotipi di patologie. Inoltre per ogni tipo e sottotipo di balbuzie , esistono in associazione diversi profili  psicologici. In base a queste diverse conformazioni personali, di necessità, occorre diversificare il tipo di trattamento.

Ad ognuno il suo trattamento: curare, significa prendersi cura della persona con amore e professionalità,  rispettando i tempi evolutivi  di ognuno.

Va anche sottolineato che ogni tecnica è condizione necessaria , ma non sufficiente. Inoltre non si capisce perché una tecnica applicata dovrebbe andare bene per qualsiasi persona,  dimenticando la specificità dell’individuo in quanto “microcosmo”. Ed ancora non si capisce perché la balbuzie dovrebbe essere curata in poco tempo, senza fornire una continuità di terapia.

Anche il lavoro psicologico è condizione necessaria, ma non sufficiente. Senza un adeguato lavoro tecnico e comportamentale,  il lavoro psicodinamico,  mirato all’elaborazione della balbuzie, perderà la sua efficacia.

Ogni tipo di corso si basa quasi sempre sulla rieducazione degli spasmi esterni, ossia fonici, dove la tecnica diventa un modo per “controllare” , piuttosto che curare. E lo spasmo interno, inteso come blocco corporeo, dove lo mettiamo?

Metodo Logodinamico : intervento fonico,  comportamentale e corporeo.

Secondo le nostre ricerche, un buon trattamento terapeutico dovrebbe tenere conto di tutte le va­riabili che determinano la balbuzie.

All’interno del trattamento da noi proposto,  oltre ad un esame attento del tipo di balbuzie, viene presentato un esame diagnostico della personalità. Tale esame diventa fondamentale per essere certi che oltre al sintomo balbuzie non vi siano altre patologie associate, che potrebbero inficiare la prognosi.

Le tecniche saranno applicate previa diagnosi, in modo da svilup­pare un programma  specifico per ogni singola persona. Una procedura che tenga conto solo della bal­buzie, senza considerare il quadro psicologico dell’utente,   potrebbe notevolmente peggiorare la  sintomatologia.

A) Intervento fonico

Dal punto di vista verbale, con la collaborazione del musicista Nirodh Fortini, abbiamo creato una forma di musicoterapia specifica per il  trattamento della balbuzie.

I brani musicali appositamente studiati, vengono impie­gati come sottofondo per offrire una maggior consa­pevolezza del  ritmo fonico, imparando con spontaneità e senza sforzo alcuno, a prendere coscienza dell’emissione e della qualità della propria voce e fluenza verbale.

Non si tratta dell’impiego di cantilene semplicistiche che danno la sensazione di attutire il problema, compensando le aree deficitario del linguaggio.

Nel nostro lavoro, applichiamo una  musicoterapia indiana, che attraverso le sua vibrazione, riporta il suono all’antica  purezza, senza dover articolare la bocca in modo innaturale e macchinoso, che imbarazza ancor più della balbuzie.

Qualsiasi corso, dopo i primi mesi,  offre sempre i suoi benefici per effetto placebo, o per identificazione nel “gruppo magico” o nel terapeuta,  o per altri meccanismi che non stiamo qui a citare.

Successivamente dopo i soliti periodi di grande stress, tutti questi “meccanismi magici” non reggono, e il  blocco fonico e corporeo   ritorna peggio di prima. Ecco perché diventa importante offrire una tecnica spontanea che riporti il linguaggio alla sua naturalezza.

La tecnica musicoterapica che usiamo , in parte,  è la stessa che da millenni viene impiegata presso la cultura dell’India per meditare, rilassarsi o indurre il parto nelle donne.

Presso queste culture millenarie, paradossalmente, viene usato il linguaggio per rilassarsi:  cosa impensabile quando si tratta di balbuzie!

Questo tipo di tecnica è stata mediata dalla cultura del Raga e del Mantra, per poi esser stata rielaborata per il trattamento della balbuzie e per il deflusso delle energie bloccate.

Il pro­cesso di feedback, inteso come consapevolezza della normale fluenza verbale, viene impostato con l’applicazione di questo tipo di musicoterapia indiana, sol­lecitando meccanismi catartici e ritmici  che si attivano a li­vello somatico, mi­mico-pasturale e linguistico. 

Poi utilizziamo altre tecniche verbali associate alla musica, che nell’utente  inne­scano  modificazioni positive, che sono comprovate da evidenti mi­glioramenti delle funzioni percettive e prassiche, compresa una maggior fluenza verbale. 

Nei punti di rottura della fluenza verbale, la musicoterapia che abbiamo creato per la cura della balbuzie, offre il sot­tofondo  di riferimento sul quale appoggiarsi per ritrovare la ritmicità del linguaggio.

La  ginnastica rit­mica,  l’intonazione linguistica, e la corretta produzione del suono, producono una riduzione dell’ansia correlata al linguaggio, mediante il  rilassamento dei muscoli che entrano in azione durante il discorso.

Sulla funzionalità della musica, quale strumento terapeutico nella cura del linguaggio, abbiamo scritto moltissimo. Di seguito  vi rinviamo ai seguenti articoli pubblicati sul  web:

  1. Caruso E., Balbuzie,  dalla rivista “Anthropos & Iatria” - anno 2 - n° 1 - 1998 - De Ferrari editore
  2. Rossi P. e Caruso E. , Musica sogno e creatività : nuove vie di approccio alla terapia con musica., dalla rivista "Anthropos & Iatria" - anno 2 – n° 6- 1998 - De Ferrari editore –
  3. Agostino Fortini, Musicoterapia e multimedialità in casi di psicosi, "Anthropos & Iatria", Anno II Numero I Gennaio - Febbraio 1998

Il tutto non si esaurisce con l’applicazione di questa musicoterapia.

Per stimolare la fluenza verbale, oltre a modelli ritmici basati sulla musicoterapia, vengono applicate altre tecniche linguistiche, fra queste la più importante è quella che abbiamo definito “composizione fonemica”, che consiste in esercizi linguistici, basati sulla elaborazione e produzione  delle unità che compongono le parole. Tale esercizio è un modo per giocare con le parole, senza averne paura.

Queste tecniche permettono  di prendere confidenza con le parole e con le consonanti, agendo sul determinismo psichico e sulla paura che porta la persona a balbettare.

 

b) Intervento comportamentale

Con queste tecniche si cerca d’in­durre  la stimolazione del  linguaggio, anche con l’ausilio di  giochi verbali che stimolano la capacità semantica, ossia l’abilità di usare i giusti termini secondo ciò che si desidera esprimere.

Mediante l’applicazione di tecniche comportamentali, la persona che balbetta viene preparata per affrontare tutto ciò  che ha sempre fatto paura, “terrorizzando” l’Io e il corpo , come parlare in pubblico, relazionarsi con un’autorità (professore, datore di lavoro ecc), parlare dinanzi ad  una videocamera, ascoltarsi in cuffia, esprimere la propria aggressività o qualsiasi forma di emozione.

La persona alla fine viene equipaggiata per affrontare la quotidianità  e le relazioni sociali senza paura, e senza vergogna.

c) Intervento psicosomatico e corporeo

Parallelamente, il nostro lavoro sarà sostenuto ed organizzato mediante una psicoterapia corporea, che tocca il blocco “dal di dentro”, riducendo l’ansia correlata al linguaggio , che alimenta la balbuzie

Seguendo una lettura psicodinamica del sintomo, nella maggioranza dei casi, è possibile riscontrare come il soggetto balbuziente tende ad esacerbare il suo sintomo  in determinate situazioni, con determinate persone, e su determinati parole e fonemi. Si potrebbe dunque ipotizzare come questo “determinismo” sia il risultato di un “codice inconscio” che si esprime proprio attraverso la balbuzie.

Secondo le nostre ricerche psicologiche e psicolinguistiche, il soggetto balbuziente è sottoposto a forti impulsi aggressivi che tendono a bloccare il linguaggio, agendo anche su determinate aree somatiche,  e a carico dei muscoli deputati alla produzione del discorso  

Ora secondo le nostre ipotesi,  la persona che balbetta nell’in­ten­zionalità di esprimersi, non riuscirebbe a coordinare i centri motori ( Area di Broca) con i centri che formano e mettono assieme le parole (Area di Wernicke).

A questo punto si potrebbe ipotizzare che, quando il soggetto balbuziente entra in uno stato ansiogeno molto violento, determinato da stimoli interni o esterni, la carica ansiogena prodotta,  potrebbe intensificare il segnale che il centro di Broca invia verso l’apparato linguistico. Il segnale essendo troppo violento determinerebbe una specie di “corto circuito” a livello dell’apparato motorio, causando spasmi linguistici, o altri disturbi neurovegeta­tivi associati, quali:  sudorazione, aumento del battito cardiaco, varie contrazioni a livello muscolare, senso di nausea e confusione mentale.

Con tecniche psicosomatiche specifiche, si agisce  direttamente sulle zone corporee che entrano in contrazione. 

Secondo le nostre indagini è stato visto che, riducendo l’ansia correlata al linguaggio, gli spasmi verbali tendono a diminuire,  determinando una buona fluenza linguistica. Tutto il nostro lavoro si basa sulla riduzione delle tensioni muscolari, e sulla conoscenza della balbuzie nella sua dimensione somatica e relazionale.

In sintesi, queste tecniche corporee cercano d’indurre un linguaggio spontaneo e senza forzature.

Quando si balbetta, diverse aree corporee entrano in contrazione. Il più delle volte si assiste a movimenti incontrollati di parti del soma che non hanno alcuna relazione con l’atto verbale.

Alcuni soggetti per aiutarsi ad emettere la parola effettuano delle articolazioni muscolari inusuali (sincinesie), che sembrano dei veri e propri “riti” , atti a scongiurare, o ad evitare l’eventuale blocco in agguato.

In realtà, per effetto di queste contrazioni (vedi figura), si scompagina la sintassi e la grammatica del linguaggio parlato, mascherando le contrazioni in­volontarie, offrendo l’apparenza di un linguaggio fluente.

Osservando la figura, solitamente le zone maggiormente contratte sono quella diaframma­tica, addominale e degli organi interni. In queste zone, quando l’ansia raggiunge picchi elevati,  l’energia si blocca,   interrompendo il flusso respiratorio: alla fine  la balbuzie prorompe ai danni dell’Io.

Le contrazioni dal diaframma tendono ad espandersi verso la parte superiore  del corpo, o verso il basso. Nella maggioranza dei casi la tensione soffocante si diffonde a livello toracico.

Con l’irrigi­dimento dei deltoidi e dei gran pettorali , la persona in preda a spa­smi fonici sembra assumere una posizione tipica da combattimento,  o da fuga.

Come riportato in “Balbuzie: aiutiamoci con 100 risposte “pag . 85-87 :

Lo spasmo diffondendosi, irrigidisce i muscoli del viso del collo. La persona in preda al panico si sforza caparbiamente di far uscire la parola facendo leva su questi muscoli.

All’interno di questo procedimento sarà applicata anche l“analisi  immaginativa” ed altre procedure corporee e musicoterapiche, da noi create .

Modalità d'intervento 

Le tecniche che somministriamo  vengono sintetizzate nella seguente tabella, le quali sono sempre sostenute da un approccio psicoterapico, che  discostandosi da un procedimento ortodosso,  ricongiunge più discipline,  per agire in modo  mirato sul sintomo.

Per i bambini ogni tecnica sarà adattata in base all’età:  inoltre per i minori si prevedono altri metodi basati sul gioco, sulla psicomotricità e sul disegno. Con la famiglia si procederà nel fornire un supporto psicopedagico.

Terapia individuale  e\o di gruppo

Tecniche applicate nel Metodo Logodinamico di  Caruso-Dell’Orto.

Area Somatica

Area Fonica

Area Sociale

Tecniche psicosomatiche

Musicoterapia Indiana ®

Role Playing

Musico-linguistica ®

Van Riper (principi)

Gestione dell’ansia e dell’aggressività

Esercizi di Bioenergetica

T.A.  – T.A.A

Coordinazione pneumofonica,

Principi di dizione

Comprensione  e lettura del sintomo ®

Flusso dinamico®

Tecniche informatiche

Tecniche audio-video

Analisi Immaginativa

R.P.T.

Tecniche linguistiche e semantiche ®

Psicodramma delle situazioni temute®

Vibro-acustica ®

Tecnica del Sé-Sonoro (voce) ®

Parlare in pubblico

Psicodramma delle Emozioni

Flusso Dinamico ® applicato al linguaggio

Problem-Solving

Finalità:

Autonomia corporea

Finalità:

Autonomia linguistica

Finalità:

Autonomia sociale

Azione sull’ansia mediante l’ascolto del corpo. Sollecitazione della comunicazione affettiva

Azione sul feedback audio-verbale per la riduzione del laringospamo

Riduzione dell’angoscia sociale,  migliorando la qualità delle relazioni sociali.

Per una disamina specifica dell’approccio psicoterapico e fonico si consiglia la lettura del testo "Balbuzie: aiutiamoci con 100 risposte” , edito da Franco Angeli , nel 2001.

Sotto l’egida di una continuità terapica, ogni persona sarà seguita fino a quando lo desidera,  sempre rispettando i propri obiettivi esistenziali.

Risultati  tangibili saranno evidenti  sin dalle prime sedute.

Foto sotto: Alcuni passaggi del servizio giornalistico  del “TG2 Salute”, andato in onda nel Gennaio 1998, curato dal giornalista Dr.  Franco Fatone.


Marchio Registrato – Copyright © 1997-2008 by Equipe Logodinamica – art.171 legge 22.4.1941, n.633